Le elezioni in Romania come le vedo io

Ieri, 16 novembre, si sono svolte le elezioni presidenziali in Romania. La lotta finale era tra Victor Ponta, il premier in carica, e Klaus Iohannis, sindaco di origini tedesche della città di Sibiu (Transilvania). Ha vinto Iohannis, facendo cambiare direzione alla Romania, dopo 25 anni sotto lo stesso partito.

Ma a parte i dati tecnici, che ognuno può trovare cercando su Google, voglio dire la mia sul significato di queste elezioni per l’intero popolo, ma soprattutto per la mia generazione.

Nel lontano ’89, anno della Rivoluzione che ha fatto cadere il comunismo in Romania, io avevo soltanto due anni. Questo per dire che il comunismo non mi ha mai toccato da vicino, anche se credo sia una cosa che mi porterò nel DNA come se fosse un’eredità da un vecchio zio. La generazione che nasceva in quegli anni è quella che oggi è uscita in strada per sostenere la democrazia. Sono stati soprattutto i giovani a proteggere i diritti dei romeni all’estero che non sono riusciti a votare per colpa della disorganizzazione dei seggi elettorali, pur essendo rimasti anche 10 ore in fila.

Ma soprattutto, queste sono state le elezioni dell’era di internet. E’ stato grazie a internet che si è scoperta la verità sulla situazione delle elezioni all’estero ed è stato sempre grazie a internet che si sono organizzate le manifestazioni per difendere il diritto alla democrazia.

E’ anche vero che sono state le elezioni in cui più che sapere con chi votare, si è saputo con chi non votare. Sono state le elezioni anti-Ponta, quindi Iohannis si è guadagnato tutti questi voti un po’ perché sembrerebbe davvero un politico in gamba, un po’ perché era l’alternativa al male da eliminare.

Come andrà a finire si vedrà. Forse è stato un po’ come sconfiggere il comunismo: si eliminava il nemico, senza sapere a cosa si andava realmente incontro. L’importante era sbarazzarsene, ed è stato così anche ieri con Ponta (anche se in realtà stavolta si conosceva l’alternativa).

Il lato positivo è stato quello di aver visto la nuova generazione prendere in mano il proprio destino. Sono usciti tutti in strada, hanno usato le tecnologie a loro favore, hanno fatto propaganda – e hanno convinto anche la generazione dei loro genitori.

Mi fido poco dei politici, però. Per questo spero che Iohannis sia all’altezza del compito che gli è stato messo nelle mani. Non solo ha da governare un paese, ma deve anche gestire il cambiamento in atto e – cosa più importante – non deludere tutti quelli che hanno lottato per questo cambiamento.

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