La nonna e Thackeray. Love talk

Qualche mese fa, in un tranquillo pomeriggio di fine febbraio, parlai con mia nonna di tante cose. Ero particolarmente interessata a scoprire cosa si prova a stare con la stessa persona per 60 anni, come si fa a far durare una relazione così a lungo e superare i problemi che intervengono strada facendo.

Mi disse che lo si impara col passare del tempo. Che non bastano 60 anni per conoscere una persona. Mi disse anche che l’amore svanisce col tempo, però cede il posto al rispetto, al volersi bene e alla compassione. “Non fraintendermi”, mi disse, “per compassione non intendo pena. Tuo marito non deve mai farti pena, neanche quando sta molto male, ma devi provare compassione nei suoi confronti. Partecipare al suo dolore, volerlo aiutare come se aiutassi te stessa, volergli bene davvero, far di tutto per non vederlo soffrire. La cosa, ovviamente, deve essere reciproca.”

E poi aggiunse: “E ricordati, la donna deve essere sempre anche un po’ attrice.” Il suo consiglio mi fece sorridere e lei continuò dicendomi che sì, la donna deve usare sempre la diplomazia e sapere quale strategia adottare in base alle circostanze. Ero un po’ perplessa perché da lei non me l’aspettavo, anche se in effetti è una cosa che viene detta spesso. Ma io, donna poco convenzionale e testarda, mi impunto (sbagliando, a quanto pare) a non usare mai questi trucchetti femminili. “Invece sbagli”, mi disse infatti la nonna. “Non ti sto dicendo di non essere sincera o di fingere i tuoi sentimenti, ti sto solo dicendo che le relazioni si guastano, le persone cambiano, sbagliano, e ci vuole intelligenza e tanta buona volontà per ripararle. Oggi siete abituati a buttare via le cose appena hanno un piccolo difetto, ma ai nostri tempi non si faceva così: si cercava in tutti i modi di ripararle prima di decidere di buttarle. Oggi non lo fate più…e non lo fate neanche con le relazioni. Le buttate via alla prima difficoltà, mollate in partenza, prima di pensarci su bene. Guarda che per passare la vita insieme alla stessa persona ci vuole molto impegno e, ricordati, tanta astuzia. Se ci tieni a qualcuno ti devi impegnare e, se serve, devi essere anche un po’ attrice. Sai, i maschi sono molto più semplici di noi, capirai in fretta cosa vuole davvero il tuo uomo.”

Ascoltando le parole di mia nonna mi tornò in mente un libro, “La fiera delle Vanità” di W. M. Thackeray. Lo lessi qualche anno fa e, tornata a casa, lo sfogliai di nuovo per trovare quel paragrafo (che mi ero segnata) che si assomigliava così tanto alle parole di mia nonna. Se non fossi così sicura del contrario, direi che lo ha letto anche lei:

“Le donne migliori (l’ho sentito dire da mia nonna) sono ipocrite. Noi non sappiamo quanto ci nascondano: quanto stiano attente quando appaiono ingenue e fiduiose, e quanto spesso i loro chiari sorrisi, che paiono tanto spontanei, siano tranelli per lusingare, per eludere o per disarmare. Non parlo delle civette di professione, ma di donne modello, esempio di femminili virtù. Chi non ha visto una donna riuscire a nascondere la stupidità di uno sciocco marito o placare le furie di un uomo collerico? Noi accettiamo quest’amabile predominio che diventa un merito per la donna, e chiamiamo verità questo grazioso inganno. Una buona moglie è, per necessità, un’ottima diplomatica.”

“La fiera delle Vanità” è del 1848. Sembra che, nonostante il passare dei secoli, certe cose rimangano ancora vere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...