Chi ti credi di essere?

“Rose aveva sempre pensato che un giorno sarebbe successo, che prima o poi qualcuno l’avrebbe notata e amata perdutamente, senza riserve. Al tempo stesso era convinta dell’esatto contrario, che nessuno l’avrebbe voluta mai e, fino a quel momento, era stato così. A renderci desiderabili non è qualcosa che facciamo, ma qualcosa che senza saperlo abbiamo dentro di noi. Rose si guardava allo specchio e pensava: moglie, fidanzata. Che belle parole dolci. Come potevano adattarsi a lei? Era tutto un miracolo; tutto uno sbaglio. Era quello che aveva sognato; non era quello che aveva desiderato.”

Rose ha passato la sua vita inseguendo gli uomini, in un certo modo adattando se stessa a questi uomini che, in realtà, non le hanno dato più di tanto. Nonostante questo aspetto, però, Rose è una donna intelligente, sveglia, dall’indole artistica e per questo un po’ “inetta”. E, come tante donne intelligenti, il suo comportamento in amore è tutt’altro che degno di questo aggettivo.

“Chi ti credi di essere?” è un libro del 1978 di Alice Munro, scrittrice canadese contemporanea vincitrice del Premio Nobel nel 2013. Viene descritto come una raccolta di racconti che in realtà creano una storia coesa, che segue gli stessi protagonisti – o meglio, la stessa protagonista: Rose. “Chi ti credi di essere?” è anche una domanda che non trova risposta nel libro, anche se viene ripetuta verso la fine. Forse perché nemmeno Rose ha scoperto chi, in realtà, crede di essere.

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