No more violence

Ma le giornate internazionali dedicate a o contro qualcosa servono davvero? Me lo stavo chiedendo oggi, senza alcun intento polemico, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Chi mi conosce (o mi legge) sa che ci sono poche cose davanti alle quali non riesco a stare zitta: la violenza gratuita (contro esseri umani o animali), il razzismo e la discriminazione nei confronti delle donne. Nei casi della violenza contro le donne, le tre cose, sostituendo il razzismo con il sessismo, si mescolano in una miscela molto pericolosa che, appunto perché racchiude questi sentimenti e pregiudizi in un’unica persona, è molto difficile da combattere.

Chi usa la violenza lo fa perché ha paura. Di se stesso o degli altri. Lo fa perché è debole e l’unica via per dimostrare a se stesso e agli altri quello che vale è, secondo lui, quella di affermarsi su qualcuno/a. Chi è violento non sta bene con se stesso. Chi non accetta un rifiuto da parte di una persona, per quanto sia legato a quella persona da sentimenti o da un passato in comune, non la ha mai amata e mai rispettata. Ma soprattutto, non ama e non rispetta se stesso e le persone in generale.

Chi insulta una donna prendendosela con il suo essere donna, usando termini a sfondo sessuale, come se il sesso di una persona fosse sufficiente per catalogarla come inferiore e come se questo giustificasse un atteggiamento meschino e violento nei suoi confronti, è un povero ignorante che vive senza capire nulla della vita. Chi picchia una donna approfittando del fatto che, essendo maschio, ha più forza, è in realtà mille volte più debole della donna che gli è inferiore solo e soltanto da quel punto di vista.

Ma una donna che vive con un uomo che insulta lei o un’altra semplicemente perché è donna, che usa la violenza consapevole della sua forza fisica e usandola in modo meschino e schifoso per ottenere quello che vuole o per farsi valere, è da biasimare quasi allo stesso modo.

Al primo segnale di violenza, fisica o mentale che sia, ai primi insulti a sfondo sessuale ricevuti o rivolti ad un’altra donna…scappate. Scappate perché quella persona ha una mentalità malata, è ignorante, debole, frustrata, prepotente, meschina, vile. Quella persona non è affidabile.

Una giornata contro la violenza sulle donne non serve a molto, ma ripetere all’infinito queste cose forse sì. L’uomo non è superiore alla donna. Non è nemmeno uguale, è diverso, complementare se volete, simile ma non identico. Ma stanno tutti e due allo stesso livello. Insegnate questo ai vostri bambini, insegnatelo ai bambini nelle scuole, fin da piccoli, fatelo capire anche agli adolescenti e agli adulti, ripetetelo finché potete.

Il valore di una persona si misura guardando quella persona per quello che è, per i principi che ha, per la sua intelligenza e sensibilità, per le sue azioni. Sia che si tratti di una donna o di un uomo, di un italiano o di un norvegese o di un nigeriano. Dobbiamo imparare a guardarci e conoscerci individualmente, pensando alla persona che si ha davanti, non al suo sesso, alla sua nazionalità o al posto da cui proviene. Una persona per volta. Ogni persona ha il diritto di essere valutata individualmente, lontano da pregiudizi razzisti o sessisti.

Basta violenza, da parte di chiunque e contro chiunque.

Photo credit: thehunt.com

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5 pensieri riguardo “No more violence

  1. Finalmente leggo che donne e uomini sono diversi, lo scrissi anch’io tempo fa. Condivido ogni parola… Non credo molte alle giornate pro o contro qualcosa, è giusto parlarne sì, ma temo che le menti malate siano incurabili. Ci sono persone che vivono accettando tutto, fanno qualcosa per compiacere qualcuno, per dimostrare qualcosa, di essere forti o di essere come tutti gli altri. CI sono uomini che davanti a un rifiuto magari non usano violenza fisica, ma in modo “sottile” ti fanno sentire sbagliata (sei frigida, sei lesbica, bla bla). E questo succede anche al contrario, anche la donna spesso fa sentire l’uomo sbagliato.

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    1. Succede anche al contrario, certo, io mi scaglio anche contro le donne per molti motivi. Ma forse succede di più alle donne, o comunque in maniera più evidente, per quello che la società, la chiesa, la storia ha insegnato e a volte imposto, in modo più o meno aperto e trasparente, alla gente. Proprio per questo bisogna ripeterlo all’infinito che donne e uomini sono pari (non uguali, ma pari), per diminuire almeno gli effetti e la potenza di quel lavaggio del cervello che si continua a fare, anche nelle migliori famiglie e nella più alta ed avanzata società.

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